Con l'espressione "sorgente luminosa" siamo soliti
definire un dispositivo in grado di emettere energia nelle lunghezze
d'onda comprese nella gamma del visibile (380-780 nm).
All'espressione troviamo spesso associato un altro aggettivo,
riferito sostanzialmente all'essenza dell'emissione: sentiamo
infatti spesso parlare di sorgenti "naturali" ovvero
quelle presenti in natura, primo fra tutte il sole o "artificiali",
quelle dalle candele ai tubi fluorescenti esistenti
grazie all'"artificio", all'intuizione, all'azione
dell'uomo.
Le sorgenti artificiali costituiscono una categoria molto ampia,
e sono lo strumento base della scienza dell'illuminazione.
L'importanza ed il significato della loro scelta risulta essere
uno dei punti nodali della progettazione illuminotecnica.
Usando un paragone artistico, possiamo dire che una sorgente di
luce sta ad un progetto di illuminazione come i colori stanno ad
un dipinto: varia il tipo, la natura, la tecnica, il disegno, il
virtuosismo, il loro assemblaggio, ma la loro valenza linguistica
rimane intatta.